Saluti di Vanna Iori al Family Lab 2

Vanna Iori

Gentili amici, avrei voluto partecipare oggi alla tavola rotonda che ci interroga sul tema dell’adozione e sul sostegno alle politiche dell’accoglienza familiare, ma un concomitante impegno istituzionale non mi consente di essere con voi.

Desidero tuttavia contribuire al vostro dibattito attraverso questa breve riflessione. Ritengo, infatti, che oggi più che mai sia importante creare occasioni in cui le famiglie adottive e affidatarie possano ritrovarsi e condividere le esperienze, i vissuti, le criticità, le gioie, le aspettative e le speranze. Ognuno di voi, nelle strade che quotidianamente percorre, apprende aspetti diversi dei molteplici e spesso impensati, modi dell’essere e del diventare genitori. Diventa quindi decisivo, per continuare a credere nell’accoglienza e diffondere la possibilità di praticarla, condividere esperienze ed elaborare insieme proposte politiche family friendly.

Vi sono certo responsabilità economiche (l’attuale crisi investe le famiglie), culturali (il silenzio dei media, per esempio), politiche, burocratiche nelle difficoltà che le famiglie incontrano oggi per rendersi disponibili all’accoglienza.   Ritengo perciò più che mai necessario un investimento e un impegno verso i genitori, le associazioni, le istituzioni governative, affinché vengano agevolate le condizioni dell’affido e dell’adozione. In tal senso un piccolo contributo è fornito anche dalla legge che sarà approvata in aula la prossima settimana sulla continuità affettiva dei bambini e dei ragazzi in affidamento. Anche io ho prodotto emendamenti e ordini del giorno perché credo che sia giusto favorire la continuità degli affetti, sempre nel supremo interesse del minore. Soprattutto ritengo necessario superare le lungaggini burocratiche spesso incomprensibili e talvolta demotivanti che hanno appesantito e rallentato il sistema e la rete di connessione tra i vari soggetti del percorso adottivo. Occorre in tal senso ripensare il sistema degli organi di competenza coinvolti, le funzioni e i compiti degli enti autorizzati, dei tribunali, dei servizi e delle famiglie, perché garantire l’efficienza è un requisito fondamentale per garantire i diritti dei minori, che si trovano in stato di abbandono, ad essere accolti.

Occorre capacità di attuare interventi innovativi, sostenibili e monitorabili nella loro applicazione per tutto il percorso di accoglienza, tenendo sempre conto che l’adozione, oltre ad essere un cammino fatto di procedure, è un’esperienza che mette in gioco ogni giorno la generosità, le insicurezze e le preoccupazioni, richiedendo grandi investimenti affettivi. Adottare un bambino o una bambina, o accoglierlo in affido, è “mettere al mondo” per la seconda volta chi ha fatto esperienze di abbandono, spesso traumatiche, di violenze, di trascuratezza materiale ed educativa. Si tratta di riaprire a bambini e bambine una nuova possibilità di crescita e di futuro, di offrire una possibilità vera di poter essere essere ancora figli. L’accoglienza in una famiglia non è però un ingresso facile ed automatico. Oggi la genitorialità è in crisi, priva di punti di riferimento, anche di fronte ai propri figli biologici. A maggior ragione, quando si tratta di figli che provengono da storie dolorose, il rapporto genitori-figli è messo alla prova in modo ancor più impegnativo. 

In definitiva le famiglie adottive e affidatarie sono in prima linea nel dare attuazione alle raccomandazioni sull’attuazione della Convenzione Onu sui diritti del Fanciullo. Ma proprio per questo loro ruolo vorrei sottolineare l’importanza di incontri come quella dell’odierno convegno CARE perché costituiscono un’occasione per recepire e riflettere su quanto indicato già nella Legge 184/1983, nella Legge 149/2001 e nelle procedure che disciplinano l’adozione, riguardo alla  predisposizione di percorsi formativi per le coppie che fanno domanda di adozione. Particolarmente importane è il sostegno nel post-adozione affinchè le famiglie adottive e affidatarie non sia abbandonate a sé stesse ma possano contare su affiancamento e accompagnamento da parte dei servizi sociali e di chi già ha vissuto l’esperienza. Apprendere dall’esperienza altrui è un’opportunità di crescita e garanzia di condivisione feconda di risultati per i genitori e per i figli. Le professionalità e l’esperienza che derivano dalle varie competenze, vanno messe in  dialogo e mantenute costantemente in  rete.

Voglio infine chiudere su quello che è, a mio parere, l’aspetto decisivo per potere proseguire e riprogettare, ossia sull’etica della cura, del prendersi cura,  del saper “fare spazio” per accogliere un altro essere umano nel tempo della sua crescita. L’etica della cura, ce lo insegna Bonhoeffer, è anche etica della responsabilità, è assumere la responsabilità di un’altra esistenza e accompagnarla nei percorsi del diventare adulta, facendone davvero una “persona”.

Ringrazio tutti voi per il lavoro che state svolgendo, oltre che per gli stimoli e le indicazioni che potrete offrire a noi parlamentari. Con l’augurio che ne possano scaturire orientamenti e proposte da tradurre in concrete pratiche di sostegno alle famiglie, di accoglienza e di tutela dei diritti dei minori, invio i miei più cordiali saluti.

Vanna Iori

On. Prof.ssa Vanna Iori
Camera dei Deputat i 
II Commissione (Giustizia)
Commissione Parlamentare Infanzia e Adolescenza