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Per Anna Guerrieri, presidente del Coordinamento Care, «monitorare il fenomeno dell’affidamento familiare e quello dei bambini e dei ragazzi fuori dalla famiglia di origine è una necessità. In tal senso le associazioni familiari affidatarie del Care hanno sempre chiesto che le istituzioni si attivassero e che venissero messi a disposizione, anno dopo anno, dati esaustivi e aggiornati».

Tuttavia, dice, le associazioni familiari affidatarie aderenti al Care oggi «si interrogano con preoccupazione sulla futura attuazione» delle «novità annunciate»: «Quel che riguarda le famiglie affidatarie va costruito nell’ascolto delle famiglie affidatarie. Come Coordinamento vogliamo, quindi, fare arrivare con chiarezza ai legislatori la voce limpida delle famiglie che ogni giorno aprono le porte delle proprie case e accolgono. Lo fanno in situazioni di “emergenza”, lo fanno negli affidi “ponte”, lo fanno quando necessario e, a volte, lo fanno anche “sine die”. Il loro accogliere non certo “allontana” ma “avvicina” bambini e ragazzi alla possibilità di trovare l’ambiente familiare fondamentale per lo sviluppo armonioso e completo della propria personalità e di riuscire, quando possibile, a rientrare quanto prima nella propria famiglia di origine».