Il Manifesto ANTI-Razzista rappresenta un impegno concreto e collettivo per promuovere l’antirazzismo in tutte le sue forme. Ć destinato a cittadini e cittadine, ma soprattutto a istituzioni, media, organizzazioni, associazioni, aziende, che vogliano prendersi un impegno serio per assicurare il diritto alla partecipazione sociale e alla cittadinanza attiva delle ppersone razzializzate, marginalizzate e con background migratorio diretto o indiretto e adottivo in Italia.
Il Manifesto ĆØ frutto del lavoro realizzato dall’Intergruppo parlamentare per i diritti umani fondamentali della persona. L’intergruppo ĆØ unĀ esperimento di democrazia partecipata voluto dalla senatrice e vice presidente del Senato Mariolina Castellone e dallāattivista Flavia Carlini e possono parteciparvi tutti i cittadini e le cittadine.
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Intervento della Presidente del Coordinamento CARE - Presentazione Manifesto ANTI-Razzista 27/03/2025
Buongiorno a tutte e tutti. Eā un onore essere qui oggi a trattare un tema di particolare urgenza e significanza. Che in Italia manchi ancora consapevolezza sul privilegio-bianco e sul razzismo introiettato ĆØ sotto gli occhi di tutti noi.
Non ĆØ un caso che nella recente bozza delle Nuove Indicazioni 2025 – Scuola dellāinfanzia e Primo ciclo di istruzione si legga: āSolo lāOccidente conosce la Storia. ⦠Altre culture, altre civiltĆ hanno conosciuto qualcosa che alla storia vagamente assomiglia, come compilazioni annalistiche di dinastie o di fatti eminenti succedutisi nel tempo; allo stesso modo, per un certo periodo della loro vicenda secolare anche altre civiltĆ , altre culture, hanno assistito a un inizio di scrittura che possedeva le caratteristiche della scrittura storica. Ma quellāinizio ĆØ ben presto rimasto tale, ripiegando su se stesso e non dando vita ad alcuno sviluppo; quindi non segnando in alcun modo la propria cultura cosƬ come invece la dimensione della Storia ha segnato la nostra.ā
Non ĆØ nemmeno un caso che sui palchi delle manifestazioni per lāEuropa si siano sentite frasi che iniziavano con un ānoi non siamoā¦ā o con āgli altri cosa hanno?ā.
Lāinconsapevolezza dellāItalia sul tema della bianchezza affonda le sue radici nella mancata elaborazione del passato coloniale. Gran parte della popolazione ignora come la bianchezza rappresenti un privilegio, poichĆ© ĆØ considerata la norma implicita e questo porta a trascurare le dinamiche di potere che sottostanno alla presunta neutralitĆ del punto di vista bianco. Nei media e nelle narrazioni pubbliche, lāitalianitĆ ĆØ spesso associata al colore bianco, escludendo implicitamente le minoranze, la scuola e lāuniversitĆ raramente affrontano il tema, contribuendo a perpetuare una visione distorta e monolitica della societĆ .
Questo ostacola la possibilitĆ di unāeducazione antirazzista che parta da una riflessione critica sul proprio posizionamento. Le politiche pubbliche risultano spesso inadeguate, poichĆ© non tengono conto delle asimmetrie legate al colore della pelle. Per superare tale inconsapevolezza, ĆØ necessario un percorso di autocoscienza collettiva, promosso appunto dalle istituzioni e dalla societĆ civile.
Le associazioni, che da sempre costituiscono un tessuto vivo e dinamico della societĆ civile, possono agire da motore propulsore per il Manifesto sotto vari aspetti:
– Coordinamento e collaborazione: Le associazioni possono lavorare in sinergia per definire e aggiornare i contenuti del Manifesto, integrando punti di vista, esperienze e competenze diverse.
– Disseminazione capillare: Una volta sottoscritto, il Manifesto non deve rimanere un documento confinato tra gli āaddetti ai lavoriā, ai ādiretti interessatiā. Le associazioni possono diffonderlo sul territorio, coinvolgendo scuole, enti locali, luoghi di aggregazione e mezzi di informazione. Questo passaggio ĆØ cruciale per creare consapevolezza e promuovere lāadozione di pratiche anti-razziste a ogni livello.
– Formazione e sensibilizzazione: Le associazioni dispongono spesso di operatori e operatrici, volontari e volontarie preparati, in grado di realizzare workshop, seminari e laboratori rivolti a studenti, insegnanti, cittadini e cittadine. Grazie a queste attivitĆ , il Manifesto può diventare un punto di riferimento pratico per apprendere come decostruire stereotipi e pregiudizi e promuovere una cultura inclusiva.
– Monitoraggio e rendicontazione: Un altro ruolo cruciale ĆØ quello di monitorare lāeffettiva implementazione del Manifesto. Attraverso la raccolta di dati e la condivisione di buone pratiche, le associazioni possono valutare lāimpatto delle azioni intraprese, segnalare criticitĆ e suggerire eventuali modifiche o integrazioni.
AffinchƩ il Manifesto diventi un vero strumento di trasformazione sociale, dobbiamo mettere in campo azioni strategiche e mirate:
– Sensibilizzazione istituzionale: Il Manifesto deve essere presentato in ogni luogo istituzionale ā Comuni, Regioni, Parlamento ā affinchĆ© si traducano i suoi principi in leggi, regolamenti e politiche pubbliche. Le associazioni, in questo, possono svolgere un lavoro di advocacy, portando le istanze del Manifesto direttamente nei luoghi decisionali.
– Educazione e scuola: Le proposte legate allāeducazione antirazzista presenti nel Manifesto, come la responsabilitĆ collettiva dellāeducazione e la rilettura critica della storia coloniale, vanno integrate negli apprendimenti scolastici. Le associazioni possono collaborare con insegnanti e dirigenti scolastici, offrendo percorsi formativi e materiali didattici per far sƬ che i principi antirazzisti diventino parte integrante della formazione dei più giovani.
– Partecipazione e rappresentanza: Il Manifesto invita ad ampliare la partecipazione delle persone con background migratorio e razzializzato nelle associazioni e nelle istituzioni. Ciò significa creare spazi reali di confronto, in cui chi vive quotidianamente situazioni di discriminazione possa incidere concretamente sulle decisioni che lo riguardano. In questo modo, si lavora non solo per una rappresentanza simbolica, ma per un coinvolgimento effettivo nei processi di cambiamento.
– Rete internazionale: Il Manifesto, per sua natura, parla di un fenomeno ā il razzismo ā che trascende i confini nazionali. Per questo ĆØ fondamentale creare o rafforzare reti di collaborazione con ONG e movimenti antirazzisti di altri Paesi. Lo scambio di esperienze e buone pratiche internazionali consente di potenziare lāefficacia delle azioni locali e di incidere su politiche e dibattiti globali.
Le associazioni possono essere il cuore pulsante che dà vita e sostanza al Manifesto antirazzista. Attraverso il coordinamento, la diffusione, la formazione e il monitoraggio, esse contribuiscono in modo decisivo a trasformare un documento di principi in un programma di azioni concrete. A loro volta, le istituzioni hanno il dovere di riconoscere questo impegno, sostenendolo con politiche coraggiose e risorse adeguate. Solo così, collaborando a tutti i livelli, potremo realizzare un cambiamento profondo e durevole nella nostra società , facendo del Manifesto uno strumento di giustizia, inclusione e rispetto della dignità di ogni persona.