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Vita non profit intervista la presidente del Coordinamento CARE sul calo delle disponibilità alle adozioni.

 

La presidente del Coordinamento Care, Anna Guerrieri, non ha esitazioni: «Di fronte a situazioni complesse, chiudere le adozioni significa togliere uno strumento di tutela per i bambini. È la scelta di non affrontare le complessità, ma ricordiamo che i bambini in stato di abbandono, nel mondo, ci sono. Se pensiamo che ogni bambino del mondo ha diritto a crescere in una famiglia, la chiusura delle adozioni internazionali è un danno. Alla chiusura da parte dei Paesi di accoglienza sono contraria per questo, perché penso all’adozione per quello che è e deve essere, ossia uno strumento di tutela dei diritti dei bambini e delle bambine. L’Italia, fra l’altro, negli anni ha messo, giustamente, in pratica un’accoglienza forte, aperta ai bambini più grandi e con bisogni speciali. Oggi abbiamo un numero di adozioni che permette di monitorare con cura tutte le pratiche, di porre grande attenzione alla maggior complessità che l’adozione ha attualmente. Deve essere impegno del nostro paese farlo».