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21luglio

Martedì 29 ottobre, presso la sede della Regione Lazio, a Roma, l’Associazione 21 luglio ha presentato il rapporto “Mia madre era rom”, che analizza il fenomeno delle adozioni dei minori rom nelLazio e, in particolare, nella città di Roma

Il Rapporto, realizzato in collaborazione con il Centro di ricerche Etnografiche e di Antropologia applicata dell’Università di Verona , ha analizzato la presenza dei minori rom nelle storie che il Tribunale per i Minorenni di Roma ha affrontato dal 2006 al 2012. In questo arco di tempo, è stato segnalato al Tribunale per i Minorenni il 6% della popolazione rom minorenne, ovvero 1 minore rom su 17. La percentuale si abbassa drasticamente, allo 0,1%, per quanto riguarda i minori non rom, nel cui caso è stato oggetto di segnalazione 1 minore su 1000. 

L’indagine ha poi portato alla luce come nello stesso periodo sia stata aperta una procedura di adottabilità per 1 minore rom su 20 e per 1 minore non rom su 1000. Di conseguenza, per 1 minore rom su 33 (il 3,1% della popolazione minorenne rom nel Lazio) è stata emessa una sentenza in via definitiva che ha dichiarato il bambino adottabile. Di contro, i minori non rom dichiarati adottabili nello stesso arco di tempo nel Lazio sono stati lo 0,08% della popolazione minorenne non rom, ovvero 1 minore su 1250.

Fondamentale, nell’iter che porta alle adozioni, è il ruolo di giudiciPubblici Ministeri e assistenti sociali, i quali però, secondo quanto emerge dalle interviste condotte ai fini della ricerca, sembrano avere una conoscenza estremamente lacunosa e un forte pregiudizio nei confronti dei rom, per cui il degrado abitativo nel quale vive l’infanzia rom viene imputato alla stessa cultura rom e alla volontà dei genitori. Raramente, infatti, si riconosce l’impatto delle politiche sociali sull’indigenza e sul degrado abitativo in cui vivono molte famiglie rom.

Clicca su Convegno “Mia madre era rom” 29 ottobre 2013 per vedere il video di presentazione

Scarica il Rapporto di ricerca

Fonte:www.21luglio.org