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Dopo 40 anni dalla legge che ha istituito l’affido familiare (L. 184/83) e dopo che l’affido è diventato un fenomeno mediatico di cui ciascuno ha dato la propria versione a volte anche distorta o disinformata (“Bambini strappati alle proprie famiglie” “Bambini allontanati per meri motivi economici” “famiglie affidatarie che lucrano sugli allontana- menti”) è necessario QUALIFICARE l’affido familiare, DEFINIRLO nella sua natura e nelle sue qualità essenziali; rimettendo a fuoco motivazioni, obiettivi, modalità di intervento, criticità e proposte, offrendo uno sguardo dall’interno: dalla parte delle famiglie affidatarie.

Questo documento del Coordinamento CARE, presentato per la prima volta nel Convegno Parliamo di affido (Roma 2023) si rivolge alle FAMIGLIE AFFIDATARIE che devono sentirsi sostenute e incoraggiate a proseguire nella loro disponibilità di accoglienza di minori fragili e in condizioni pregiudizievoli, certe che il loro operato, svolto all’interno delle normative, è nel migliore interesse della persona di minore età e rivolto al BENESSERE della stessa e della sua famiglia.

Si rivolge alle ASSOCIAZIONI FAMILIARI che devono sentirsi corresponsabili con le loro famiglie affidatarie, essere informate e accompagnarle nel percorso di affido anche affiancandole nei rapporti con i servizi territoriali.

Si rivolge alle ISTITUZIONI che devono mettere in atto ciò che è possibile per migliorare e promuovere l’istituto dell’affido familiare a partire dal prevedere un numero adeguato di risorse umane: assistenti sociali, educatori domiciliari, psicologi, avvocati, curatori speciali e giu- dici onorari FORMATI per limitare al minimo continui “turn-over”, garantendo “standard minimi di servizi essenziali”

Qualificare l'affido familiare

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