Coordinamento Regionale per l’Attuazione dei Diritti per l’Infanzia e l’Adolescenza (CRADIA) della Regione Emilia Romagna

Coordinamento Regionale per l’Attuazione dei Diritti per l’Infanzia e l’Adolescenza (CRADIA) della Regione Emilia Romagna



Il 18/03/2013 il Servizio Politiche Famigliari della Regione Emilia Romagna ha convocato un incontro tra le Associazioni di genitori adottivi ed affidatari operativi sul territorio per eleggere il rappresentante al Coordinamento Regionale per l’Attuazione dei Diritti dell’Infanzia e dell’Adolescenza (CRADIA), in ottemperanza al comma 2 dell’art. 22  della Legge Regionale n. 14/2008, “Norme in materia di Politiche per le giovani generazioni“.

Secondo la normativa, infatti, il Coordinamento è composto dall’Assessore regionale competente in materia di infanzia e adolescenza, dal Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, dai Presidenti delle Province o dagli Assessori provinciali delegati alle Politiche sociali, dai Sindaci dei comuni capofila di distretto/zona o dagli Assessori delegati, dal Dirigente regionale del Servizio competente in materuia di infanzia e adolescenza e dai due dirigenti regionali dell’Assessorato alle Politiche per la salute, designati dal Direttore generale Sanità e Politiche sociali, dal Dirigente regionale del Servizio competente in materia di istruzione e formazione professionale, da 7 rappresentanti del Terzo settore nominati dalla Conferenza regionale del terzo settore di cui almeno 1 rappresentante delle Assoociazioni familiari adottive/affidatarie e 1 rappresentante delle Comuinità di accoglienza, 2 rappresentanti degli Enti Autorizzati per l’adozione internazionale aventi la sede operativa sul territorio regionale e infine 2 rappresentanti delle associazioni per la tutela dei diritti dell’infaniza e dell’adolescenza individuate in Unicef e Save the children.

Sono inoltre considerati invitati permanenti al Coordinamento CRADIA: il Direttore dell’USR per l’Emilia Romagna, il Presidente del Tribunale dei minorenni dell’Emilia Romagna, il Procuratore della Repubblica presso il Tribunale dei Minorenni dell’Emilia Romagna e il Direttore del Centro per la Giustizia minorile dell’Emilia Romagna.

Le sei associazioni aderenti al CARE operanti in Emilia Romagna – Associazione Zorba, Imola (Bo), AssociazioneDalla parte dei bambini, Piacenza, Associazione La Casa dei Sogni, Faenza, Associazione Genitori si diventa Onlus – sezione di Bologna e sezione di Parma e Reggio Emilia, AssociazioneIl brutto anatroccolo, Piacenza, Associazione Dammi la mano, Ferrara, hanno messo in pratica l’idea di fare rete inviando all’incontro per decidere il rappresentante al Coordinamento CRADIA delle Assoociazioni familiari adottive/affidatarie un delegato comune.

Il Rappresentante del CARE, Marco Bosco, è stato successivamente eletto eletto all’unanimità da tutte le associazioni familiari adottive e affidatarie presenti all’incontro quale rappresentante delle Associazioni familiari adottive e affidatarie della Regione Emilia Romagna: Associazione AccoglienzaANFAA  – sezione di Reggio Emilia; Centro di Aiuto alla Vita– sezione di Cesena; Ci vuole un villaggioFamiglie per l’Accoglienza – sezione regionale; Gruppo APE – Adozione Pianura Est; Il girotondo dei genitori adottiviVenite alla festaIl Geniglio – famiglie in divenire (Bologna); Kairos(Granarolo Emilia, BO); Gruppo Famiglie Affidatarie Pianura Est (Granarolo Emilia, BO); Gruppo MOWGLI Adozione Pianura Ovest (San Giovanni in Persiceto, BO); Le giovani canaglie (San Lazzaro di Savena, BO).

L’idea fondante del CARE, “fare rete” per facilitare la conoscenza tra associazioni e persone che lavorano ciascuno sul proprio territorio, nella prospettiva di migliorare l’efficacia delle nostre azioni a tutti i livelli politici e amministrativi, è stata molto ben accolta dai funzionari regionali, che ne auspicano l’estensione anche in altri segmenti di attività