
In molti hanno parlato della crisi delle adozioni in Italia in questi ultimi anni: associazioni familiari, enti autorizzati, giornali, politici in interviste e interpellanze parlamentari.Ā Anche noi, dalle colonne di questo giornale, abbiamo più volte richiamato lāattenzione sulle criticitĆ esistenti, auspicando lāintervento delle istituzioni per la loro soluzione.Ā Molte le parole spese, per evidenziare i vari aspetti che non funzionano a dovere.
IlĀ CARE, il coordinamento che raggruppa sotto di sĆ© 32 associazioniĀ familiari adottive e affidatarie, ha fatto un passo in più, passando dalle parole alle azioni, ed ĆØ riuscito in unāoperazione mai tentata: mettere insieme per la prima volta leĀ famiglie, gli enti autorizzati e le istituzioni, che a vario titolo si affacciano al mondo delle adozioni, per farle dialogare tra di loro e con la politica dei problemi che affliggono questa complessa realtĆ .
Ć stata questa la grande sfida portata avanti con iĀ Family LabĀ che nella seconda edizione del 17 ottobre scorso ha visto una partecipazione ancora più ricca e un clima di collaborazioneĀ nuovo ed unico nel suo genere.Ā Si ĆØ trattato sicuramente di un cambiamento di approccio, di un importante lavoro comune che ha suscitato lāattenzione della politica che si ĆØ vista destinataria di istanze condiviseĀ da tutti i soggetti coinvolti, richieste che attengono agli aspetti nevralgici del sistema adozioni.
La strada da percorrere ĆØ ancora tanta e il lavoro cheĀ Genitori si diventaĀ profonde da sempre allāinterno delĀ CAREĀ dovrĆ proseguire con lo stesso impegno, ma alcuni risultati importantiĀ sono giĆ arrivati, come, ad esempio, la creazione di un fondo ad hoc per le adozioni internazionali, la disponibilitĆ avanzata dal Ministero della salute alla costituzione di un tavolo di lavoro per la salute dei bambini adottati e lāimpegno del Ministero del Lavoro a pubblicare circolari interpretative della normativa dei congedi per malattia e di quelli parentali, fino allāannuncio della volontĆ della Presidenza del Consiglio di procedere alla riorganizzazionedella Commissione Adozioni. Notizia particolarmente importante perchĆ© rappresenterebbe unāimportante occasione per rimettere in moto lāintero sistema delle adozioni internazionali, paralizzato da tanto, troppo tempo.
LāinsostenibilitĆ di alcune situazioni, denunciate da più parti, ha di certo creato un clima maturo ai cambiamenti, ma mi sembra altrettanto evidente che lāautorevolezza che il CARE ha conquistato sul campo nei 4 anni della sua breve ma intensa vita, la sua vocazione a fare rete anche con realtĆ tanto eterogenee, sta dando i suoi frutti, portando le associazioni familiari ad essere protagoniste del cambiamento auspicato da anni.
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