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Il Coordinamento CARE intende esprimere pubblicamente piena solidarietà e sostegno  alle famiglie italiane attualmente in Repubblica Democratica del Congo per portare a conclusione le loro adozioni.


Il Coordinamento CARE, attraverso la sua  Presidente, Commissario rappresentante delle Associazioni Familiari alla Commissione Adozioni Internazionali, ha già sollecitato in diverse circostanze le istituzioni coinvolte e ha avuto l’occasione, nel corso della seduta della Commissione del 27 novembre scorso, di unire la propria preoccupazione a quelle delle famiglie bloccate a Kinshasa, chiedendo alla Ministro Kyenge, Presidente della CAI, oltre a un intervento rapido per la soluzione della vicenda, anche di poter preventivare un fondo che possa coprire le spese eccedenti dovute al blocco per le famiglie che ne hanno necessità.


Le 26 famiglie, partite alla volta di Kinshasa, talvolta anche in compagnia di figli minori, si sono recate nel paese accompagnate da Enti Autorizzati dallo stato italiano, con dossier di documenti completi e validati dalle autorità competenti congolesi e con regolare autorizzazione della CAI. 

Il CARE, quindi, in contatto quotidiano con molte delle famiglie in RDC, rivolge un nuovo appello alle istituzioni, a partire dai vertici della Cai, affinchè si attivino in maniera coordinata con l’obiettivo di riportare in Italia, nel più breve tempo possibile, le famiglie e i loro figli.

Oltre a ciò, il CARE, auspica una soluzione anche per le decine di famiglie italiane che sono rimaste bloccate dalla risoluzione della DGM e che sono in possesso di un abbinamento e di una sentenza definitiva dell’autorità giudiziaria congolese, arrivata dopo il 25 settembre, e che attendevano di partire per andare a prendere i loro figli.