Saluti di Michela Vittoria Brambilla al Family Lab 2

Michela Vittoria Brambilla


Roma, 15 ottobre 2015 

Gentile presidente Monya Ferritti, 

impegni assunti in precedenza mi impediscono di accogliere il Suo gentile invito e di prendere parte al secondo “Family lab”. Con la presente trasmetto a Lei e a tutti i partecipanti i miei migliori auguri di buon lavoro, l’assicurazione che l’istituzione parlamentare terrà nel massimo conto le idee e le proposte dei vostri focus groups e alcune considerazioni che sintetizzano in poche righe ciò che avrei voluto dire. 

L’istituto dell’adozione vive una fase molto difficile. Quelle internazionali sono da anni in forte calo: da 4.130 nel 2010 a 2.825 nel 2013 (dove finiscono i dati ufficiali Cai), fino a circa 2000 nel 2014 e 850 nel primo semestre 2015 (stime dell’Ai.Bi.). Sull’andamento di quelle nazionali non abbiamo neppure dati completi ed attendibili (La Banca Dati Nazionale dei minori adottabili e delle coppie disponibili all’adozione è operativa soltanto in 11 Tribunali per i Minorenni sui 29 esistenti), ma sappiamo che anch’essa richiede molta burocrazia e tempi troppo lunghi, non compatibili con quelli rapidi di crescita e sviluppo del bambino: tra la dichiarazione di adottabilità e l’inserimento in famiglia con l’affido preadottivo mediamente 5,9 mesi per i minori iscritti con articolo 11 (orfano di entrambi i genitori) e di 14,8 mesi per i minori iscritti con articolo 12 (in stato di abbandono). Manca, inoltre, un adeguato sostegno post-adozione. 

Il perdurare della crisi economica è certo una delle cause di quest’impasse, ma non l’unica, né la principale. Pesano di più i costi dell’adozione internazionale e le lungaggini burocratiche, ai quali si aggiunge, da qualche tempo, l’evidente mancanza di interesse, da parte di chi ci governa, alla promozione di questa forma di genitorialità. 

La sostanziale paralisi della Commissione per le adozioni internazionali (CAI) è stata già denunciata da più parti, come il ritardo nella pubblicazione dei dati statistici e l’immobilismo su alcuni dossier (quello congolese, ad esempio). Anche la legge appena approvata sulla continuità affettiva è una delle pochissime di iniziativa parlamentare arrivate in porto, con voto bipartisan. Ma quando si tratta di impegnare risorse, il clima cambia. Per promuovere le adozioni internazionali, ho presentato una proposta di legge (AC 2434) che prevede lo snellimento dell’iter, la detraibilità al 100 per cento delle spese sostenute per l’espletamento delle procedure (sulla base dell’appartenenza a determinate categorie reddituali) e una detrazione massima di 5000 euro per i trasferimenti e i soggiorni all’estero. Ma non ho riscontrato grande interesse negli ambienti governativi. E il testo non ha fatto progressi. 

Vado a concludere: il rilancio dell’adozione richiede in premessa la condivisione autentica, non solo a parole, di un principio primario come l’eguaglianza tra genitorialità biologica e genitorialità adottiva. Da questo conseguono l’elaborazione e l’attuazione di una politica coerente, attraverso provvedimenti legislativi ed amministrativi efficaci e opportunamente finanziati. Altrimenti corriamo il rischio di denunciare in perpetuo gli stessi ostacoli e le stesse criticità. 

Con i migliori auguri di buon lavoro. 

On. Michela Vittoria Brambilla 

Presidente Commissione Bicamerale Infanzia e Adolescenza