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Molti sono i MITI e i pregiudizi, gli stereotipi che gravano sui bambini e i ragazzi con background adottivo. Questo ĆØ particolarmente pericoloso quando si parla di scuola. In questo contesto infatti il rischio di categorizzare ĆØ molto frequente.Ā 

Quando si parla di alunni e alunne con background adottivo ĆØ importante comprendere sempre meglio da cosa originino eventuali difficoltĆ  scolastiche e soprattutto comprendere meglio come affrontarle. Distinguere tra le criticitĆ  dei bambini e dei ragazzi e quelle degli adulti (genitori e insegnanti), ad esempio, ĆØ fondamentale perchĆ© sottovalutare le une piuttosto che le altre, vedere una parte soltanto delle eventuali criticitĆ , intervenire solo in modo unidirezionale può rivelarsi inefficace. La letteratura scientifica internazionale e nazionale, l’esperienza di chi sostiene le famiglie (associazioni familiari, enti autorizzati, servizi territoriali) hanno da anni evidenziato la pluralitĆ  di aspetti potenzialmente critici del rapporto di bambini e ragazzi con il mondo della scuola. Nella vita di questi alunni e alunne spesso sono state presenti una grande varietĆ  di situazioni critiche e di impatto. Si può parlare di fattori critici prenatali, perinatali e postnatali, di incuria prolungata nel tempo, maltrattamenti ed abusi. Tuttavia anche l’incomprensione del fenomeno dell’adozione può rendere le scuole non sufficientemente pronte all’accoglienza. Parimenti, le aspettative degli adulti (genitori o insegnanti) distanti dalla realtĆ  dei ragazzi possono rivelarsi critiche. Purtroppo attualmente le soluzioni delle problematiche che possono presentarsi tendono a trovare una soluzione solo attraverso gli strumenti della ā€œmedicalizzazioneā€, diagnosticando e certificando l’alunno o l’alunna, spostando sostanzialmente sugli alunni stessi il ā€œcaricoā€ del problema. Non ĆØ un caso che tutte le ricerche correnti segnalino una ampia presenza di alunni con background adottivo con diagnosi e certificazioni.

I miti

a cura di Monya Ferritti