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Per celebrare i 10 anni anni di vita del Coordinamento CARE (a partire dal momento della sua ideazione) ĆØ stato organizzato un convegno internazionale dal titolo L’ASSOCIAZIONISMO FAMILIARE TRA IMPEGNO SOCIALE E POLITICO per aprire uno spazio di riflessione sulle azioni e le risorse delle associazioni familiari a livello Europeo e Italiano. Il convegno ĆØ stato realizzato il 23 novembre 2019 dalle ore 10.30 alle 18.30 presso la SALA DEL SENATO SANTA MARIA SOPRA MINERVA.

Piazza della Minerva, 42 – ROMAĀ 

IL PROGRAMMA

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Saluti istituzionali

Buongiorno a tutti, questo messaggio ĆØ per i partecipanti e gli organizzatori al convegno sull’associazionismo familiare tra impegno sociale e politico. ƈ un momento importante, un confronto significativo, che aiuta a collegare due temi fondamentali, cioĆØ quello delle famiglie, soprattutto famiglie multiculturali e interculturali, e l’impegno sociale, la realtĆ  sociale. E quello che si può fare per avvicinare i nostri Paesi, Paesi molto spesso divisi da culture diverse tra di loro. ƈ fondamentale creare una societĆ  della solidarietĆ , inclusiva, dove le famiglie possano giocare un ruolo importante come trait d’union, come elemento di collegamento tra culture diverse, lingue diverse, e aprirsi al mondo in modo molto innovativo, anche utilizzando l’affetto, la capacitĆ  di dialogo tra generazioni. Io sono convinto che nel vostro convegno affronterete tutte queste tematiche; affronterete anche la necessitĆ  che in Italia si recuperi un linguaggio diverso, anche una grammatica diversa, per quanto riguarda soprattutto le istituzioni educative, il ruolo della scuola, quanto questo può fare la differenza nell’avvicinare le persone tra di loro e nel mettere i più giovani al centro di un nuovo dibattito nazionale

Buongiorno, vorrei essere con voi oggi, ma concomitanti impegni istituzionali non me lo hanno permesso. Ringrazio e saluto gli organizzatori e voi partecipanti. L’adozione ĆØ uno strumento a favore dell’infanzia che realizza completamente il diritto fondamentale dei bambini e delle bambine ad avere una famiglia, ed ĆØ una delle espressioni più alte di solidarietĆ  sociale e di comunanza tra le persone che sono disposte ad abbracciare una genitorialitĆ  consapevole. Quelle che nascono attraverso l’adozione sono famiglie che mettono in discussione il concetto di famiglia basato sul legame di sangue. Sono famiglie di cuore. ƈ dunque doveroso mettersi loro accanto, perchĆ© solo ā€œlegandosiā€ solidamente si crea la possibilitĆ  di accompagnare la crescita dei bambini e di offrire loro una base affettiva per sviluppare e propri talenti. Da qui l’importanza delle reti territoriali, istituzionali e associative, che si occupano di preparare l’adozione e di offrire servizi di post-adozione, sui quali ĆØ cruciale investire per costruire una cultura dell’accoglienza. Lo chiedono le famiglie e lo chiedono gli operatori. Ma, soprattutto, ĆØ centrale per il benessere dei bambini e delle bambine adottati. Tutti i genitori devono essere supportati, anche quelli adottivi, perchĆ© l’adozione ĆØ una risorsa enorme, per tutti: per i bambini che non sono più soli, e per l’intera collettivitĆ , che si apre all’altro e in questo modo si innalza e cresce. Con questo breve saluto vi invio il più cordiale augurio di buon lavoro e sarò felice di conoscere gli esiti, le prospettive e le riflessioni che emergeranno in questa giornata

Grazie a Monya per l’invito. Ci sono tanti motivi per cui sono molto contenta di essere qui. Rivolgo i saluti e gli auguri di buon lavoro, naturalmente, da parte del Consiglio Nazionale. Il presidente non ĆØ qui, ĆØ impegnato in un’altra parte d’Italia – noi siamo un po’ sparpagliati, come voi anche – però sono qui non solo perchĆ© lo sostituisco, ma perchĆ©, comunque, rispetto ai temi che voi vivete ĆØ tra le deleghe che ho nel Consiglio Nazionale, poichĆ© mi occupo di questi temi (di bambini, adolescenti, di famiglie) anche professionalmente, e quindi continuo a farlo anche dopo tanti anni. Sono molto contenta di essere qui e non sono considerazioni di circostanza proprio perchĆ© vivo questa realtĆ  direttamente: oltre a essere, appunto, amica da trent’anni di Monya, sono molto felice di poter ascoltare i vostri interventi in questa giornata molto ricca. L’impegno per salvaguardare i diritti per i bambini e le loro famiglie ĆØ un impegno che ĆØ professionale e politico: non si promuovono i diritti, non si sostengono i diritti se non attraverso questa saldatura. L’altra saldatura ĆØ fra una comunitĆ  autorealizzata come quella che voi esprimete e il sistema pubblico. Con la possibilitĆ  di ragionare perchĆ© questa saldatura sia sempre più, rifletta una complementarietĆ , e non come molto spesso, da una parte e dell’altra, con quel sistema delle deleghe reciproche rischia di sminuire il valore della comunitĆ  e anche il valore del servizio pubblico, dell’impegno pubblico. Quello che diceva Monya rispetto alle difficoltĆ  che si incontrano, per esempio per sostenere le vostre attivitĆ , per sostenere il vostro impegno, mi sembra che sia completamente lontano da ogni logica, rispetto a quello che può significare la relazione, il rapporto, la rete fra mondi che sono assolutamente complementari, e soprattutto che svolgono delle funzioni che non possono essere surrogate reciprocamente, altrimenti, appunto, si svalorizzano veramente. Allora io vi auguro buon lavoro, vi auguro di continuare e vi assicuro il nostro sostegno come professione su questo tema. So che tratterete anche delle ricerche e delle esperienze che state facendo in questo ambito, e vi posso dire che spero che nel 2020 riusciremo a pubblicare i risultati di una nostra ricerca che ĆØ partita nel 2017, che tratta del ruolo del servizio sociale, dell’assistente sociale, nei sistemi di protezione e tutela dei bambini. ƈ una ricerca nazionale, fatta con tutti gli Ordini Regionali, con l’UniversitĆ  e con la Fondazione del Servizio Sociale del nostro Ordine. Quindi buon lavoro, e alla prossima.

L'intervento di Monya Ferritti Presidente del Coordinamento CARE

10 anni di CARE
L'intervento di Monya Ferritti Presidente del Coordinamento CARE

Abbiamo iniziato a costruire le nostre associazioni familiari a partire dalla condivisione dei bisogni delle nostre famiglie. Tra questi, quello di voler stare insieme e di confrontarci con famiglie più simili a noi, rispetto a quelle che incontriamo nei luoghi di tutti i giorni. Il confronto con altre famiglie sviluppa la rete. La prima rete ĆØ il nucleo dell’associazione familiare e che permette lo sviluppo di altre reti, come quella del Coordinamento CARE. L’associazionismo consente alle famiglie di contrastare il rischio di isolamento, in questa societĆ  sempre più individualistica che tende a isolarci. Siamo sempre più mononucleari e l’associazionismo fa rompere questo isolamento che sembra quasi un destino della nostra societĆ . L’associazionismo familiare ĆØ fatto dalle famiglie socie di quell’associazione. Non ĆØ organizzazione del terzo settore che opera per le famiglie e per la promozione del loro benessere. Una vera associazione familiare ĆØ fatta da soci e volontari che sono essi stessi famiglie e il cui Statuto ĆØ orientato al benessere delle famiglie, qualsiasi queste siano. E’ importante che l’associazione familiare faccia interventi a favore delle famiglie socie, e in maniera indiretta anche delle famiglie non socie, come beneficio diretto sulla societĆ . Attualmente, a fronte di molte situazioni critiche che riguardano le famiglie, stentano ad affermarsi Politiche familiari efficaci. Tra le situazioni critiche: le famiglie fragili, il problema della povertĆ  educativa, la questione della conciliazione vita-lavoro. Manca un welfare forte a favore delle famiglie e delle reti di famiglie. La conseguenza di questa mancanza ĆØ che le famiglie molto spesso si auto-organizzano e si fanno loro stesse promotrici di vari tipi di iniziative per il loro benessere. C’è un cambio di paradigma grazie all’associazionismo familiare. Le famiglie sono molto spesso percepite come un soggetto debole con servizi standardizzati. Quando, invece, si organizzano obbligano i servizi esistenti a erogare servizi tagliati sui bisogni delle famiglie. La rete e il portato dell’associazionismo familiare, che si direziona verso la costruzione di reti, rapporti e relazioni, fortifica l’empowerment sia dei singoli soci delle varie associazioni familiari e dell’organizzazione nel suo complesso. L’empowerment ĆØ un processo attraverso il quale si acquisisce una competenza e un’autoconsapevolezza su di sĆ© e sulla propria vita e ha l’obiettivo di costruire e migliorare la qualitĆ  della vita. La consapevolezza si acquisisce anche partecipando a convegni come questo, come meta-processo sulla identitĆ  di genitore adottivo o affidatario. Anche le associazioni familiari acquisiscono consapevolezza e migliorano i servizi destinati alle famiglie, perchĆ© riescono a identificare meglio i bisogni e riescono anche a riorientare le politiche territoriali e, infine, anche le politiche nazionali. Nelle associazioni si condividono esperienze e soprattutto si condivide un’esperienza forte come quella di diventare famiglia adottiva o affidataria in una societĆ  che non ĆØ pronta a riconoscere la famiglia adottiva o affidataria. Nell’associazionismo non ci si ghettizza, bensƬ ci si fortifica all’interno, per essere forti anche poi fuori. Vogliamo uscire da una dimensione centrata solamente sul nostro bisogno, e uscire all’esterno, per contagiare la societĆ  in maniera positiva, anche le istituzioni. Oggi ĆØ una delle occasioni in cui non siamo nei nostri gruppi di mutuo-aiuto, ma usciamo all’esterno e diciamo qual ĆØ il nostro valore. E’ sempre più difficile fare associazionismo, difficoltĆ  nel coinvolgere nuovi soci, di fidelizzare quelli che ci sono giĆ , di cambiare la modalitĆ  di approccio all’associazionismo, da cliente a utente, perchĆ© non ĆØ un luogo dove si prende qualcosa e poi si va via.

Le moderatrici delle tavole rotonde