Il Coordinamento CARE pubblica gli Aggiornamenti 2026 di QualifiCARE l’affido familiare, il progetto dedicato alla promozione e alla qualificazione dell’affidamento familiare, nato dal lavoro condiviso delle associazioni aderenti al Coordinamento.
A due anni dalla pubblicazione della prima edizione, il nuovo documento aggiorna il quadro dell’affidamento familiare alla luce delle più recenti evoluzioni normative, dei nuovi dati disponibili e dell’esperienza maturata dalle associazioni familiari nei territori.
L’aggiornamento propone un percorso di approfondimento articolato che affronta alcuni dei temi oggi più rilevanti per il sistema di tutela delle bambine, dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi fuori dalla famiglia di origine. Tra questi: i dati sull’affidamento familiare e sul maltrattamento infantile, la Riforma Cartabia, il ruolo del curatore speciale, i diritti delle famiglie affidatarie, la scuola, la salute e numerose esperienze sviluppate dalle associazioni del Coordinamento CARE.
L’obiettivo rimane quello che ha ispirato il progetto fin dalla sua nascita: contribuire a rafforzare la qualità dell’affidamento familiare attraverso la diffusione di conoscenze, la valorizzazione delle buone pratiche e la formulazione di proposte rivolte alle istituzioni, ai servizi e a tutti gli attori coinvolti nella tutela delle persone di minore età.
L’aggiornamento 2026 non sostituisce la prima edizione di QualifiCARE, ma la integra e la sviluppa. Per questo motivo entrambe le pubblicazioni sono ora disponibili nella pagina dedicata al progetto, che raccoglierà nel tempo gli aggiornamenti e i materiali di QualifiCARE.
Al post è allegato il PDF degli Aggiornamenti 2026. La prima edizione del progetto e la pagina dedicata al Progetto QualifiCARE, che raccoglie entrambe le pubblicazioni, sono disponibili sul sito del Coordinamento CARE.
Invitiamo famiglie affidatarie, associazioni, operatori, professionisti e istituzioni a leggere, diffondere e utilizzare questo lavoro come strumento di riflessione, formazione e confronto, nella convinzione che qualificare l’affidamento familiare significhi rafforzare l’intero sistema di tutela e garantire risposte sempre più adeguate ai bisogni delle bambine, dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi.
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