Sportello Scuola del CARE: un risposta concreta dalle famiglie per le famiglie


Occuparsi di uno Sportello di aiuto per famiglie significa avere la consapevolezza che, dietro ogni richiesta, c’è una storia complessa e articolata, che deve essere compresa prima di poter ricevere indicazioni per la risoluzione dei problemi e ciascuna storia coinvolge innanzitutto dal punto di vista umano. Per questo uno sportello condotto dalle associazioni familiari per le famiglie non può essere commentato solo in termini numerici.

È con lo spirito e la voglia di dare una svolta con risposte concrete alle tante necessità che il lavoro del CARE sulla scuola, si è avviato nel 2009 ed è con lo stesso spirito che dal maggio 2013 abbiamo deciso di mettere a disposizione uno “Sportello Scuola” destinato soprattutto alle famiglie adottive e affidatarie, ma anche ai docenti e agli operatori dei servizi adozione.

Abbiamo cercato di dare spazio all’ascolto dei bisogni sul tema scuola per fornire informazioni utili e concrete a chi ci scriveva avvalendoci della nostra esperienza personale ma soprattutto delle consapevolezze acquisite tramite la nostra formazione “sul campo” durante gli anni di attività associativa in contatto diretto con le famiglie e con l’aiuto di quanto appreso dall’esperienza nelle scuole dove abbiamo realizzato interventi di sensibilizzazione attraverso progetti e percorsi destinati a docenti, genitori e alunni, in collaborazione con professionisti “adozione-competenti”. A tale esperienza, si è aggiunto il confronto avvenuto all’interno del coordinamento CARE dal 2009 e l’ingente lavoro svolto negli ultimi quattro anni assieme al MIUR che ci ha permesso di focalizzare in maniera lucida quanto si poteva fare nella Scuola per aumentare il benessere dei bambini.

Non è semplice analizzare ed incasellare le richieste per trarre dati omogenei e darne una lettura asettica; le storie adottive non sono omogenee sebbene tra una e l’altra vi possano essere delle analogie. A tutte le richieste di aiuto è stato dato riscontro; per diversi casi è stato necessario un intervento con raccordo tra CARE e MIUR, oppure tra CARE e Ufficio Scolastico Regionale o Ufficio Scolastico Territoriale sempre in uno spirito di piena collaborazione.

I contatti pervenuti sono stati 95 e le problematiche presentate sono apparse immediatamente come emblematiche delle criticità riscontrate da tutte le famiglie. La quasi totalità delle richieste riguarda bambini arrivati in Italia con Adozione Internazionale, meno di dieci le richieste di aiuto per bambini adottati con l’iter nazionale e 2 per l’Affido.

Dopo la pronuncia del MIUR sul caso del bambino di Treviso nel giugno 2013 sono arrivate numerose richieste di indicazioni su come posticipare l’inserimento nella scuola Primaria o prolungando la permanenza dei bambini per un anno nella Scuola dell’Infanzia o avendo il permesso di iscrivere bambini appena arrivati in Italia a 6 anni sempre scuola dell’infanzia.  Altre richieste hanno invece riguardato le situazioni di quei bambini che, arrivati ad anno scolastico inoltrato,  necessitavano di posticipare l’inserimento per un tempo congruo al fine di dare la possibilità alla nuova famiglia di iniziare a costruire un legame più solido e al bambino di adattarsi al nuovo ambiente prima dell’inserimento a scuola. Sono anche arrivate alcune richieste di informazioni relativamente alla possibilità di derogare la frequenza scolastica per bambini in attesa di adottare dei fratelli o delle sorelle proprio in vista del viaggio per andarli ad incontrare. Alcune famiglie si sono rivolte allo sportello prima del viaggio per andare ad accogliere il bambino, oppure durante la permanenza nel paese di origine, per preparare l’ingresso in Italia con anticipo senza l’affanno di doversi occupare della burocrazia scolastica al momento dell’arrivo a casa.

L’assenza di indicazioni precise per gli USR in merito alla possibilità di deroga dell’obbligo (indicazioni date solo il 21 febbraio 2014 con la pubblicazione della Nota 547 fortemente voluta dal CARE) ha talvolta creato la necessità di un grande lavoro per arrivare all’accoglimento delle istanze delle famiglie. Alcuni dirigenti, informati dalla famiglia sulla pronuncia del MIUR per il caso di Treviso, hanno accolto immediatamente e favorevolmente la richiesta di deroga, altri hanno avuto bisogno di indicazioni precise dagli USR e/o dal MIUR, indicazioni per le quali il CARE si è raccordato con la dirigenza del Ministero o degli Uffici Scolastici Regionali per giungere – sempre – ad una soluzione positiva.

Sono inoltre arrivate richieste per l’inserimento di bambini con età presunta che avevano la necessità di essere iscritti in classi diverse dall’età anagrafica dichiarata sui documenti; per altri la necessità di iscrizione in classi inferiori dal punto di vista anagrafico era dettata dalle condizioni specifiche di partenza che rendevano impraticabile l’inserimento nella classe secondo l’età. Diverse sono state le segnalazioni di difficoltà varie rilevate durante il percorso scolastico: difficoltà di apprendimento, bambini con ritardi psicomotori, difficoltà nei rapporti tra scuola e famiglia, problemi di razzismo.

Importante il confronto avuto con il MIUR in base alla richiesta arrivata allo Sportello di occuparsi del caso dell’iscrizione online per quei bambini che nelle fasi dell’affido a rischio giuridico mantengono il cognome originario; la soluzione data dal MIUR stesso è stata quella di permettere, in questi casi, a non procedere online.

I quesiti giunti allo sportello fanno riferimento a bambini e ragazzi dai 4 ai 21 anni, con una prevalenza di richieste che riguardano bambini in età pre-scolare o scolare (primaria). Va tuttavia sottolineato che sono giunte diverse richieste di aiuto da parte di genitori con figli pre-adolescenti e adolescenti, alcuni ormai in Italia da diversi anni.

I contatti pervenuti da parte di insegnanti riguardano solo genitori adottivi, essi stessi docenti di scuola primaria o secondaria, e qualche docente universitario. Sono anche arrivate alcune richieste da parte di operatori dei servizi adozione per chiarimenti su casi specifici.

Per quanto riguarda il paese di origine, il maggior numero di richieste è arrivato dalle famiglie che hanno adottato bambini nei paesi dell’Est Europa ed in particolare nella Federazione Russa. Diverse richieste sono pervenute senza l’indicazione del Paese di provenienza e quindi non è possibile dare una panoramica precisa rispetto agli altri paesi.

Dal punto di vista della distribuzione regionale, la Lombardia è in testa per numero di richieste pervenute, Milano e Provincia, in particolare; segue il Lazio. Sono senz’altro le due Regioni in testa per numero di adozioni internazionali, tuttavia è possibile che più richieste siano arrivate a seguito di una maggiore diffusione di informazione sull’esistenza dello sportello fornita durante i vari interventi pubblici sul tema della scuola in tali regioni. Questo confermerebbe l’importanza per le famiglie di poter avere informazioni corrette e un punto di riferimento specifico a cui rivolgersi, meglio ancora se organizzato come rete di supporto a livello locale.

Da evidenziare che le richieste pervenute riguardano tutte bambini con uno o più  “bisogni speciali”. Come è evidente a tutti gli addetti, i bambini adottati con “bisogni speciali” sono ormai da diversi anni una costante nel panorama delle adozioni internazionali. Ciò deve indurre ancor di più tutti i soggetti coinvolti (genitori, enti pubblici e privati, enti socio-sanitari, istituzioni scolastiche) a riflettere insieme per definire modalità di accoglienza rispettose dei loro bisogni individuali, attraverso interventi in rete tra i soggetti che ne vengono in contatto.

L’esperienza dello sportello indica, inoltre, come sia auspicabile coinvolgere in un serio confronto vari altri ambiti specialistici nel settore socio-sanitario (NPI, logopedisti, pediatri, ecc.) che vengono in contatto con i bambini adottivi e che dovrebbero essere portati a conoscenza delle complessità e delle peculiarità che riguardano l’inserimento e il percorso scolastico dei bambini stessi.

Per le famiglie infine sarebbe davvero utile poter disporre di informazioni più dettagliate sul pregresso dei propri figli rispetto ai bisogni in ambito scolastico in modo da permettere di attuare interventi tempestivi. E’ da augurarsi che la Commissione Adozione Internazionali e gli Enti Autorizzati possano stimolare le autorità nei paesi di provenienza in tal senso ove possibile.

Le criticità affrontate con lo sportello scuola del CARE confermano quanto riportato da molti genitori e professionisti già da tempo: è necessario che la scuola sia informata e sensibilizzata sul tema per potersi occupare in maniera attenta dei bisogni dei bambini, che i genitori siano loro stesso informati – sin dalle fasi precedenti l’adozione – sulle specifiche necessità dei loro figli a scuola,  che la famiglia riceva sostegno e risposte adeguate nelle fasi oggettivamente sensibili, che genitori e scuola possano essere sostenuti e stimolati a dialogare tra di loro anche in rete coi servizi che accompagnano le famiglie.

Le Linee di Indirizzo nazionali per l’applicazione di buone prassi di accoglienza, inserimento e percorso scolastico dei bambini adottati, fortemente volute dal CARE e per la cui stesura ha svolto un ruolo chiave, raccolgono le esperienze delle famiglie e le mettono a sistema nel rispetto della normativa scolastica in vigore. In attesa della pubblicazione delle stesse da parte del MIUR,  preme sottolineare che l’esistenza di uno sportello scuola è importante e richiede, per alcuni casi specifici, anche l’apporto di consulenza “specialistica” a cui le associazioni del CARE hanno fatto fronte in modo totalmente volontario con i propri mezzi e le proprie risorse. E’ dunque importante sottolineare come sia essenziale ricordare che parlare di scuola e adozione significa parlare di diritti e protezione dell’Infanzia e uno Stato che accoglie ha il dovere di occuparsene.

Lo “sportello scuola” CARE è gestito da:

–      Anna Guerrieri, madre adottiva, volontaria , membro del tavolo interistituzionale su “Scuola e Adozione” e del tavolo paritetico MIUR-CARE, istituiti presso il MIUR. Oltre ad essere docente universitaria all’Università de L’Aquila, ha un ampio curriculum sul tema “scuola e adozione” oltre ad essere autrice di libri e articoli sull’argomento specifico e coordinatrice in Genitori si diventa dei progetti riguardanti la sensibilizzazione delle scuole. Per il CARE si è occupata del coordinamento di tutte le attività sul tema della scuola e del raccordo con il MIUR, della co-stesura, insieme a Monya Ferritti, del documento “Focus sull’Inserimento ed il percorso scolastico degli alunni adottati “, ha collaborato con il MIUR nella stesura delle “Linee di Indirizzo per il benessere scolastico dello studente adottato” in attesa di pubblicazione.

–      Elvira Ricioppo, madre adottiva, volontaria e co-fondatrice  Afaiv Onlus con sede in provincia di Varese, nonché  membro del Consiglio Direttivo, collabora con Afaiv da diversi anni nella progettazione e nella realizzazione di interventi e percorsi sul tema “scuola e adozione”, collabora in rappresentanza di Afaiv con il Tavolo Provinciale Adozione & Affido presso l’Asl di Varese rispetto al tema della “scuola”, è volontaria nel “gruppo scuola” del CARE e ha collaborato al confronto delle associazioni del CARE sulle criticità degli alunni adottati e della pre-stesura del dossier “Focus sull’Inserimento ed il percorso scolastico degli alunni adottati “.