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COORDINAMENTO CARE: “APRILIA, IL GIORNALISMO CHE NON VOGLIAMO PIU’ VEDERE”

COORDINAMENTO CARE:
“APRILIA, IL GIORNALISMO CHE NON VOGLIAMO PIU’ VEDERE”

Roma, 29 gennaio – Il Coordinamento CARE, da sempre impegnato in prima linea sulla tutela dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, sul sostegno alle famiglie adottive e affidatarie, condanna fermamente la decisione del TG1 di mostrare le riprese video – non adeguatamente oscurate – registrate all’interno dell’ospedale di Aprilia.
 
Il servizio lanciato dal TG1 e ripreso successivamente da Rai news e Repubblica fa segnare un punto di non ritorno di un giornalismo che calpesta la sua carta deontologica e con questa il diritto di una donna e di un neonato all’anonimato. Non solo è stato irresponsabile e fuori luogo, perché nessun diritto di cronaca può giustificare e lasciare che quelle immagini diventassero di dominio pubblico, ma nulla è stato fatto per oscurarne i volti rendendo la donna chiaramente riconoscibile nel territorio” dichiara Monya Ferritti, Presidente Coordinamento CARE.
 
La conseguenza diretta di questa scelta ha pesanti conseguenze sugli ospedali e sul rischio che non siano più percepiti presidio sicuro in cui poter lasciare i neonati che non si ritiene essere in grado di accudire e crescere. Ricordiamo infatti che la legge (DPR 396/2000), consente alla madre di non riconoscere il bambino e di lasciarlo nell’ospedale in cui è nato affinché ne sia assicurata l’assistenza e la tutela giuridica. La dichiarazione di nascita è quindi, in questo caso, fatta dal medico o dall’ostetrica entro dieci giorni dalla nascita. Susseguentemente, l’immediata segnalazione alla Procura della Repubblica presso il Tribunale per i minorenni del neonato non riconosciuto permette l’apertura di un procedimento di adottabilità e la sollecita individuazione di un’idonea coppia adottante. Sottolineiamo, inoltre, la necessità di tutela e privacy che deve essere sempre garantita sia al neonato partorito in anonimato sia alla persona di minore età lasciato o allontanato dalla famiglia ma anche all’adulto che sceglie di partorire in anonimato o che, per ragioni su cui gli enti competenti saranno poi chiamati a indagare, lascia il minore facendo perdere le proprie tracce.
 
Rilanciare le immagini di una donna nel suo momento di massima fragilità e di un neonato che ha perso il diritto alla sua storia, alle sue origini per darle in pasto al pubblico non è il giornalismo che vogliamo, non è il giornalismo del servizio pubblico di cui questo Paese, soprattutto i suoi cittadini più fragili, ha bisogno” conclude Monya Ferritti.
 
Il Coordinamento CARE è un ente del Terzo Settore che supporta e promuove l’associazionismo familiare adottivo o affidatario, sostiene le famiglie adottive e affidatarie e tutela i diritti delle bambine e dei bambini in stato di abbandono o provenienti da famiglie in difficoltà. Attualmente sono soci del Coordinamento CARE 40 associazioni familiari. L’attività di advocacy istituzionale esercitata dal Coordinamento CARE promuove e indirizza politiche, programmi, pratiche e allocazioni di risorse a beneficio e sostegno dell’attuazione della Convenzione sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza.
 
Per informazioni
Coordinamento CARE
info@coordinamentocare.org